Astərisco.

Se questo blog venisse letto assiduamente da molte persone penso che mi starei andando a cacciare in un grosso problemissimo, pronto a essere azzannato, dilaniato, da portatori della luce e di giustizia, a colpi di femminismo in lettere battute con vigore contro tastiere tonanti.
Ma per fortuna non mi caga nessuno.

Nonostante la desolazione che mi porto dietro nel mio sito, penso sia doveroso fare una premessa.
A me non piace sentenziare. A me piace molto ragionare a voce alta. E questo non è un caso poi così differente. Sono una persona che si mette in dubbio continuamente (dicesi: “paranoia”) e per questo cambio idea alle volte con uno schiocco di dita… non necessariamente di Gianluca Casella (in allegato in fondo un’immagine di Casella se non dovessi sapere chi sia). Quindi, se quello che scrivo ti turbasse in qualche modo incentivo il confronto, civile ed educato – ammessi solo mazzafrusti da non più di due code -, perché non si sa mai che tu ricasca a convincermi. (In allegato, in fondo, un’immagine di un mazzafrusto a tre code, se non fossi stato tinto a un anno nell’essenza nerd).

Benissimo, allora partiamo col dire che l’asterisco fa cagare.
Nonostante possa sentire eventuali sferragliamenti di armature, mazzafrusti e lance di apocalittici cavalieri e fatali valchirie a cavallo, su questo penso non cambierò la mia opinione. Ok, si, sono una faccia di merda che si è appena contraddetto! Cosa ti dicevo?!
Però dammi tempo per spiegare.

Fa cagare per due ragioni ed entrambe nascono dal mio lato narrativo, innamorato della parola tanto quanto dei Teletubbies (in allegato un’immagine di uno dei Teletubbies).

  1. Visivamente fa cagare.
    L’occhio dell’essere umano è affamato di bellezza. La cerchiamo sotto ogni forma e ci fa stare bene. Questo vale anche per i testi scritti. Perché pensi che lasci spazi bianchi tra un paragrafo e l’altro, giustifichi il testo e metta alcune frasi in grassetto, se non per facilitare la lettura e soddisfare il nostro tanto martoriato occhio?
    L’asterisco è brutto. Fine. Lo concepisco solo in coreografie grafiche nei social o boh.
    Ma soprattutto…
  2. L’asterisco non lo pronunci!
    Anche a mente, arrivi alla parola maledetta sono cinque calci nello stomaco che bloccano la lettura. Ti rovina l’esperienza fluida di un occhio che pattina tra parole. Se cominciassero a essere messi anche noi romanzi – cosa che temo, magari non ora, ma fra dieci anni chissà? – potrei decidere di cambiare mestiere. La lingua italiana è tanto bella quanto romanza, con la sua vocale morbidezza. Perché troncarla con questa violenza?

Ma arriviamo al punto centrale.
Ovviamente, questi punti che ho elencato sono nulla confronto il motivo per cui vengono posti. E qui sono pienamente d’accordo. La parola è uno strumento potente che influenza e ci influenza. Libri, studi, ricerche su questo lo dimostrano tanto quanto è dimostrato che le scie chimiche esistono (scherzo. In allegato un’immagine delle scie chimiche). Bisogna annientare questa abitudine del maschile perché è una subdola base – a mio avviso – su cui il maschilismo si appoggia. Ciò che diciamo e ascoltiamo plasma le nostre menti. Gocce sul marmo che nei decenni deforma!

Va bene, ma non facciamolo annientando la lingua, ti scongiuro!
Questo succede perché viviamo nella pigrizia social per cui scrivere “tutti e tutte” è troppa sbatta. Perché sforzarsi a usare tre vocaboli in più fa male alle ditina. Io uso la seconda singolare per il blog e anche i social. Ti ho mai dato l’idea di prenderti per uomo o per donna? Talvolta mi trovo in difficoltà perché – per esempio – mi ritrovo a dirmi: “Di leggere ‘ste stronzate sarai stan… Mmmm… Di leggere ‘ste stronzate ora avrai la testa che galleggia nello scarico”. Uso il problema come opportunità. Ma te non hai questo problema, basta che usi sia il femminile che il maschile! Apocalittici cavalieri e fatali valchirie sopracitato… non so se mi spiego.

Se l’audacia è tua compagna di ventura probabilmente mi tirerai fuori la ə.
Sicuramente più accettabile, ma se provo a pronunciarla ho la sensazione di essermi scottato la lingua e mi sento ridicolo. Magari col tempo mi ci abituerò, come la specie umana riesce da secoli a fare. Però preferisco dare un calcetto in più alla pigrizia, che un po’ di allenamento non fa mai male.

La prossima volta che prendi in mano Fb, Wa, Ig o qualunque altro acronimo da due lettere si trova nel tuo smartphone, prova a scrivere correttamente tutto quello che sai essere corretto e – in più – spendi due parole in più per il genere femminile e la lingua che l’esalta.
Ne trarrai solo che giovamento.



































Stai cercando le immagini in allegato?
Googlale, scansafatiche!



Ma guarda quest*


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