Lucca Comics e supposte!

Domani parto – un giorno prima – per andare a quella fiera di cui forse hai sentito parlare, situata a Lucca, e in cui non sarà presente quel – forse da te conosciuto – fumettista a causa di una diatriba tra popoli di cui forse sei a conoscenza.

Andare a Lucca è per me una figata, nonostante quello che dicono tutti.
O meglio: andare a Lucca con un pass che ti fa saltare le code, con una casa in centro storico, dovendo fare un lavoro che mi occupa si e no sei ore in cinque giorni, è una figata.

Non tanto per la fiera in sé, ma per il post fiera.
La Lucca notturna. La Lucca post lavoro. La Lucca bricconcella che non vedi nemmeno su TikTok. Quella fatta di abuso di tempere, strisce di graffite e incontri occasionali di live painting. Sto inventando… circa.

Molto vero è che dopo le 19.00 Lucca – lo ripeterò fino allo sfinimento, mi dispiace, ma non riesco a pensare molto a sinonimi in quanto sia molto teso per la partenza e a breve ti dico perché – cambia completamente faccia e trovo che sia il motivo per cui andare a Lucca(!).
Conoscere gente che stava dietro a uno stand senza che abbia paura di te e dei tuoi innumerevoli portfolio, proposal o taccuini delle dediche su cui ne hai già collezionato ben due, tra cui quella di Jerry Calà.

Anche quest’anno me la sarei goduta insomma.
Tramite il podcast che tengo per la SIdC di GenovaComicSquare, che ti consiglio di ascoltare perché guarda c’è della roba incredibile davvero tipo uno che dice pimpumpam melanzana e un sacco di risate – ho ricevuto un pass e me la sarei sciallata intervistando tre o quattro persone per questo special.

Ma…!

Maaaaa…!

Maaaaaaaaaaaaaaaaaa…!

… mi arriva una notizia bomba – esaltante e distruttiva al tempo stesso.

“Potresti lavorare allo stand della Gigaciao?”
Questa è la frase che mi viene detta. Quello che sento è…

Paussa un secondino: data che questa realtà di produzione animata e fumettistica è nata da un anno non everibadi la conoscono. Quindi: la Gigaciao è quella realtà che spero destabilizzi la realtà editoriale per come la conosciamo oggi, in quanto è costituita da quattro content creator tra cui quel colosso di Sio, che fattura più di me e te per un milione messi assieme.
Dico “spero destabilizzi” perché c’è di buono che il Signor. Simone Albrigi è una persona dalla forte etica e morale, anche sul lavoro. Come realtà, quindi, ci tiene a pagare dipendenti e autori/autrici in modo corretto (aspetto che quasi mai viene concesso a fumettistz).

Quello che sento – dicevo – è: “Vuoi venire a lavorare per una realtà che quando l’hanno annunciata l’anno scorso ti sei sentito quasi male dalla gioia e in cui potresti lavorare come editor e quindi poter aiutare autrici e autori come piace a te, pagato bene ed essere felice per sempre?”

Quello che in realtà mi ha detto è: “Vuoi fare cinque giorni di trincea, dalle 8.30 alle 19 di sera, sgobbando come uno schiavo dai colori bruni cercando di contenere un flusso di gente che pare la modalità zombie nei videogiochi, solo che non ci sono i dieci secondi tra un’ondata e l’altra e non sono zombie ma bambini (zombie) e vorrai piangere, urlare ma – soprattutto – vorrai cagare ma non potrai da qui il titolo di questo articolo?!”

Beh, diciamo che la realtà sta nel mezzo delle due versioni.

Domani parto prestissimo per arrivare un giorno prima.
Sono gasato e teso al tempo stesso. Anche perché dovevo fare le registrazioni per il podcast – ricordi? – e quindi sono agitato all’idea di non riuscirci (anche se non dovrei farmene un problema, dato che è stata una mia proposta per un mio progetto che non mi copre l’affitto di casa).

Quindi, brevemente…
Sono contento, agitato e ho una cartuccera di supposte nello zaino.


P.S: ho scritto veloce perché devo ancora fare la valigia. Se trovi refusi o tempi sbagliati vinci un’orsacchiotto stitico.


5 risposte a "Lucca Comics e supposte!"

  1. Ho letto entrambi i post dedicati al Lucca Comix e sono stata investita dal tuo entusiasmo! Quando lavoravo per la casa editrice, amavo alla follia partecipare alle fiere, sia quando avevamo lo stand, sia quando giravamo per la fiera muniti di trolley (strapesanti!). La sera arrivavo sempre distrutta dalla stanchezza, ma anche tanto felice. Era bello incontrare persone che, durante l’anno, sentivi solo al telefono o via email. Era bello intervistare, chiedere, informarsi. Penso sia l’unico aspetto del mio vecchio lavoro che mi manca. :)

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    1. Arrivo a risponderti con il ritardo che mi contraddistingue su questa piattaforma xD

      Mi piacerebbe farle più spesso, ma ancora non me lo posso permettere.
      Lavoriamo perché ciò accada.

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      1. Chissà… forse un giorno saranno parte integrante del tuo lavoro. :)
        PS: sul ritardo nella risposta. Negli ultimi tempi, tra lavoro e altro, non ho mai tempo per il blog e anch’io arrivo sempre in ritardo di giorni a rispondere. Va beh. Prendiamo quel che viene.

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