Nuche e divieti di inversione.

Buongiorno.
Come va? Da un po’ che non ci si legge, eh?
Sono rimasto impelagato in impegni e stress che mi hanno portato via da te.

Aspe’, aspe’, non te ne andare!
Giusto che non ti sto a scrivere per l’ennesima volta del mio periodo “strano” e di come mi senta “strano” e come il mio intestino sia “stranamente in salute”.

Volevo fare una riflessione che spesso ho avuto in testa – di cui non so assolutamente a cosa porterà – e che ho sempre voluto chiedere a qualcuno, ma poi non l’ho mai fatto.

[Ecco, da qui parte il vero articolo]

Hai mai avuto per la testa la domanda: chissà che faccia aveva?

Mi capita abbastanza spesso di trovarmi per strada a camminare tra la gente. E fin qui, nessuna roba anormale.
Avessi scritto a camminare nudo tra la gente allora capirei. Ma quello mi capita solo ai funerali.

Aggiungiamo un livello: mi capita abbastanza spesso di camminare (vestito) tra la gente e vedere di spalle una persona. Tendenzialmente, mi capita di osservare i visi di tutte le persone – espressioni, accessori, il taglio degli occhi e denti devitalizzati (quando le guardo da mooolto vicino, ma poi mi tocca scappare dalla polizia) -, ma è facile che guardi di più le ragazze.

Eh, oh!
Cosa vuoi? Mi piacerebbe essere bisessuale, avere meno blocchi mentali, ma temo che questa società sia stata davvero troppo spietata.

Quando mi capita quindi di incrociare una ragazza di spalle mi parte la curiosità di vederla in viso e rispondermi alle domande: la conoscerò? Sarà carina? Userà in filo interdentale?

E mi succede sempre spesso – ma meno spesso di quante volte cammini per strada, per ovvie ragioni – che la linea visiva tra la sua faccia e i miei occhi sia interrotta da un terzo elemento. Ti capita mai?

Esempio:
Sei sull’autobus, vedi la persona in questione alla fermata di spalle. L’autobus riparte e lei si volta proprio nel momento in cui c’è un cartello davanti di divieto di inversione. E mentre l’autobus avanza, le arretra, lasciato il cartello tra i nostri sguardi.

E io mi chiedo:
Avrà avuto delle otturazioni?

Scherzo. Mi chiedo:
Chissà che faccia aveva?

E partono una manciata di secondi in cui penso che non vedrò mai più quel viso e se lo vedrò non saprò che era il suo.

Tutto ciò ha qualcosa che mi lascia leggero come un poesia.
Sicuramente non di Leopardi, che lui, mado’… du’ palle.

Scrivimi nei commenti (o Alice, scrivimi tu nei commenti, che alla fine sei l’unica persona con cui interagisco qui), se ti capita e cosa pensi. E se succede, se è più un fastidio o una cosa quasi romantica?

Io intanto chiudo questo articolo, con decisamente paragrafi troppo previ e troppi a capo, e ti lascio al prossimo articolo (spero lunedì prossimo) con qualcosa che potrebbe essere il mio dente del giudizio estratto… così ti rassereni del fatto che sono parso un feticista dei denti, mentre in realtà è solo l’argomento in auge in questi giorni.

Cia’!


2 risposte a "Nuche e divieti di inversione."

  1. Capita spesso ma ho imparato ad accorgermene nel momento in cui accade e quindi scatto come un suricato e mi muovo avanti e indietro per togliere il palo messo in mezzo e vedere, così, la parte davanti della nuca che ha scatenato l’attenzione.
    Non sempre ci si riesce.
    Più spesso si fanno figuracce.
    Nonostante te la stessi vendendo quasi bene, ti sconsiglio di provarci, meglio restare leggero che avere la chiara visione di una faccia che comunque dopo due minuti in qualche modo viene rimpiazzata dalle altre che hai vicino in quel momento
    Comunque apprezzo l’argomento denti, se ne dovrebbe parlare di più, è un argomento sensibile, ricco di storie tragiche ed eroi sconfitti, guarda notavo che anche nel mondo dei podcast ultimamente se ne parla di più.
    Con la speranza e l’augurio di avere un ulteriore sponsor per le prossime serate (dentista) che regala sconti del 50/60% sul pacchetto completo,
    Alla prossima,
    Ciao Gimmi!!!

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