Oggi vorrei farei una cosa particolare.
Non ho idea se venga, perché non me la sono preparata assolutamente.
Quindi, ecco ciò che accadrà:
Ti faccio leggere una cosa e poi ti pongo una domanda. Pronti?
Barzelletta: il cane condito.
Un giorno un cane va da un’insalata (che non è un’insalata vera, ma metaforica) e le chiede “come mai sono venuto da te?” E l’insalata, che è una Cesar salad risponde: “Vadi, vidi Vincenzo”. Il cane (che non si chiama Vincenzo, ma per l’occasione ha detto di sì, giusto per non passare per un cane senza tatto) conferma annuendo piano e poi se ne va.
Il cane aveva sei dito.
Allora, in realtà le domande sono due:
- La prima, ti ha divertito?
Pensi possa essere una cosa piacevole da leggere? Perché personalmente, quando scrivo il nonsense ho l’impressione semplicemente di aver svarionato. Eppure c’è gente che… (passiamo alla prossima domanda, che chiarifica. - Ti è sembrata una cosa scritta da Sio?
Sio, sarebbe quel ragazzo che ha fatto il grano con Scottex magazine. Se non lo conosci, puoi anche interrompere la lettura, altrimenti nulla ha più senso (in tutti i sensi).
Quest’ultima domanda te la pongo perché – iniziandomi ad avvicinare alla realtà della Gigaciao (di cui ne parlo in un ottimo articolissimo che ti consiglio, perché così i numeri delle visualizzazioni aumentano e io mi sento appagato come una semi-divinità pagana minore che sta venendo dimenticata e le arriva una notifica sull’anfora e dice: “Porcobelino! allora qualcuno mi caga”) – … un po’ lunga questa digressione.
Riformulo.
Quest’ultima domanda te la pongo perché - iniziandomi ad avvicinare alla realtà della Gigaciao (di cui ne parlo in un ottimo articolissimo che ti consiglio, perché… no, dai scherzo. Scusa…
Ti faccio ‘sta domanda perché pensavo di propormi – non solo autore per una storia da pubblicare – come autore per questi testi brevi che vengono stampati nel magazine. Anche perché il caro Sio ha una fraccata di lavoro da fare e magari gliene sgravo un po’.
Ma non è finita!
Perché tutto ciò mi fa pensare. Si riesce davvero a guadagnare con questo tipo di nonsense?
“Che cazzo di domande fai, Gimmi!? CHE CAZZO DI DOMANDE FA–“
Anche meno, ok?
Ovviamente ho appena detto che Sio ci guadagna. Ma la cosa mi manda in confusione.
Sai quanto ci ho messo per creare quella “barzelletta” che hai letto qui sopra? Praticamente il tempo di scriverla. A impro. E pensare di fare soldi con qualcosa che non debbo nemmeno preparare mi confonde.
Davvero potrei farci dei soldi? Mi pare troppo facile. Mi pare di truffare la gente!
Troppe para vero?
Vabbè, vediamo che succede.
Cia’!
P.S: Non è proprio uguale a una che scriverebbe Sio, dovrei mettere più nomi buffi, banane ed esplosioni. E personalmente ho anche una grande ansia, perché a me non fa proprio ridere e mi pare mi stia spacciando per un autore geniale e l’idea che tu legga e pensi “ma dove vuole andare questo?” mi dilania. Però, oh! Bisogna lanciarsi nella vita, no?