Una tisana di troppe volte.

Sono abbastanza convinto – facciamo un 61% – che ti sei posto o posta la seguente domanda:
“Ma non è che ho due vesciche?”
Non ti preoccupare, è normale. Anche io me lo chiedo ogni volta che faccio la pipì in due tempi. E l’articolo potrebbe finire qui, con questa domanda peculiare dai toni assurdi in quanto impossibili e una chiusa che fa circa così: “Bene, grazie. Ciao!”.

E invece no!
Vado avanti per l’amore che nutro nel vedere un testo lungo circa tremila caratteri, tutto bello formattato con il grassetto al posto giusto. Quindi, ciao!, come va? Da un po’ che non ti aggiorno di quello che ha deciso di produrre quella scatola di maledizioni che generalmente chiamiamo cervello.

Andiamo con ordine (che tremila caratteri non sono tanti, ma si devono raggiungere).
Intanto, non penso che tu sia parte di quel 61%, per il semplice motivo che sarai una persona normale – inteso come pregio e difetto al contempo. Ti immagino a fare quello che fanno le persone normali, mentre dai da mangiare a un cane normale, lavi in modo normale la macchina normale, porti delle galline normali di un allevatore normale per usarle normalmente in un rito sacrificale normale.

Io invece – che non ho soldi da buttare nell’acquisto di galline normali, al limite quelle con la meningite – mi pongo domande inutili, tipo quella poc’anzi virgolettata. Perché mi capita di bere molto, molte tisane soprattutto – zenzero limone, ma anche quelle con la dicitura depurative nella speranza di smettere di cagare mollo -, e ritrovarmi a non andare in bagno per un periodo considerevole che da un’ora e diciassette a due ore e dodici.

Ecco che, seduto o in piedi, a casa o al bar, vado in bagno a orinare – o urinare come dicono i sardi.
Ci sto un po’ e finisco. Ripeto, finisco. Lo sento che finisco di farla. Sento che mi sono svuotato. Posso darmi una pacca sulla spalla, stringermi le mani, darmi un buffetto sul mento dicendomi grande, campione, per poi non andarmi a lavare le mani e togliere la dentiera a quell’anziana in salotto.

Ma tu – ci crederai benissimo – sai che non è finita.
Perché agiata alla sensazione di conclusione ho CONTEMPORANEAMENTE quella di dover ancora iniziare.
E la faccio! Non è che ho qualcosa di infiammato tra la clavicola destra e il ginocchio sinistro che lampeggia come una spia ogni cinque minuti. La faccio proprio e si va a un altro giro altra corsa, manco avessi urlato (chissà se questa si capisce).

Il pisciare due volte nell’arco di un’azione sola, se così la vogliamo chiamare, ha qualcosa di incredibile per me che non mi spiego che se del liquido della densità di uno yogurt – scherzo – sta uscendo debba essere interrotto da chissà quale muscolo corporeo con quella sensazione di conclusione.
Quindi, per forza, diciamolo insieme, devo avere due vesciche.

Mi son immaginato anche di trovarmi un giorno in ospedale, per chissà quale problema, a farmi fare delle lastre nella zona lombare e il medico si avvicina dicendomi quello che alla fine ho sempre saputo: ” Signor. La Rosa. Deve smettere di introdurre Micro Machine nel retto”.
Mi è sempre piaciuto far sfrecciare le macchinine sulle piste strette.
Oppure che viene da me e mi dice quello che ho sempre saputo: “Mr. La Rosa” – mi piace pensare che il mio medico di base sia di Brooklyn – “lei ha two vesciche”.
“Lo sapevo!”, sussurrerei dopo che mi ha chiesto di non urlare la prima volta che ho gridato LO SAPEVO!

Mi vergogno un poco nel dire che urlerei sempre lo sapevo! se mi dicesse “Signor. La Rosa” – costava troppo fare un viaggio transoceanico per una visita – “lei ha tre vesciche”. Perché mi capita addirittura, nelle giornate più uggiose, di bere talmente tante tisane depurativa da: a) rimanerci male nel vedere che cago sempre mollo e – soprattutto -; b) di farla tre volte in nell’unico arco d’azione.

Scrivetemi nei commenti se anche tu l’hai pensato almeno una volta o, quantomeno, di avere questo flusso a ondate. Spero di aggiornati presto e – non scherzo – ora vado a pisciare.
Chissà quante volte…
Cia’!


2 risposte a "Una tisana di troppe volte."

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