No piace

Come di certo avrete capito, ho avuto modo di stare con bambini più o meno grandi e con più o meno problemi. Mi trovo però a precisare che: uno, non ho tutta questa esperienza con essi; due, che non sono poi così cinico e bastardo come si potrebbe pensare leggendo le mie disavventure con i più piccini. Cioè.. non sempre almeno.

L’aneddoto che mi ritrovo a raccontare oggi mi vede spostato nello spazio ma non nel tempo. Nella medesima estate di Marino, dopo aver concluso le ore affidate dall’ufficio Handicap con lui, mi hanno spostato con i più piccoli dei tre/sei anni (quella barretta non significa che non possono esserci bambini di 4 o 5 anni, eh? Ovviamente è una fascia d’età). Il soggetto in questione, sempre per privacy, verrà chiamato Noppi, un simpatico bambino di quattro anni, il cui il passatempo preferito è negare ogni genere di proposta a lui fatta rispondendo “No piace me” (da qui il suo soprannome).
Quello che sto per raccontare in realtà non è una vera e propria esperienza di massacro neuronale, ma, più che altro, un fantastico esempio della meravigliosa attività cerebrale. La mente umana non smetterà mai di essere un fascinoso mistero per me. Ma ci arriveremo a breve, perché prima sento il dovere di abbozzarvi un profilo generico del contesto e, soprattutto, del soggetto, a cui, inevitabilmente, mi sono anche affezionato.
Eh lo so, più sono disturbati e più è facile affezionarsi. È un dato di fatto.

Contesto:
Come tutti i bimbi di quattro anni uno si aspetta un pargoletto mingherlino con qualche difficoltà a esprimere concetti che ha appena cominciato a voler comunicare al mondo (si perché generalmente a tre sono troppo timidi per parlare, a cinque già fanno discorsi chilometrici anche se provi a tappargli la bocca, a quattro.. beh.. ci provano).
Così, più di una volta, ti trovi soggetti portatori di quest’età che non capiscono cosa tu gli dica, ma loro inesorabilmente provano a risponderti. Per farvi entrare meglio nel concetto vi faccio qualche esempio.

  • A un piccolo ometto originario dell’Est ho chiesto, “Hai quattro anni, omino dell’Est?” e lui, trovando qualche motivo d’ilarità nella domanda, risponde soave “No! Ne ho..” e mi fa quattro con le ditina.
    Gli ho concesso un’affettuosa pacca sulla test e sono passato oltre.
  • Tipico marocchino, è passato dall’anno scorso a non dire una parola a quest’anno a cercarmi per farmi discorsi di fine anno. Purtroppo per me però non riesco a capire una fava. Comunicazioni come “Necessito urgentemente di andare al bagno” diventano “Che. Tso. Bagnà. Ra. Ki. De. Vo. Pre. Pecchè. Ska”. Frasi a cui rispondo automaticamente con: “Eh!?”
    Per fortuna il linguaggio mondiale dei bambini non sbaglia mai e capisco ciò che voleva dirmi dal fatto che continuava a strombazzarsi ripetutamente il pisello con la manina.

Ma tornando a noi, ci si aspetterebbe qualcosa del genere anche con Noppi. Perdonatemi la banalità se vi dico che così non è.
Noppi si, non si fa capire quando parla utilizzando una versione tutta sua della lingua italiana, solo che non parla molto e tende a evitare ogni rapporto con noi più grandi. Questo per evidenziare, purtroppo, un suo disagio.
Neppure per quanto riguarda il fisico è esattamente come i suoi coetanei. Difatti ha la struttura fisica di un bambino di sei. Questo non sarebbe un problema se non fosse per il suo famoso rifiuto totale alle proposte, sopracitato. Infatti, quando è l’ora di spostarsi in mensa per mangiare, o andarsi a cambiare per fare il bagno nelle piscinette gonfiabili, indiscutibilmente e inesorabilmente afferma un assoluto “NO!” con tanto di braccia malamente incrociate. “No piace!”. Inoltre si rifugia sempre in qualche antro dell’asilo, che sia sotto il tavolo o la casetta di plastica nel giardino, per evitare le nostre grinfie. Ma infondo noi vogliamo solo che vada in bagno e non si pisci addosso per la terza volta di fila.
Bene. E dunque l’unico rimedio per stanarlo (possibilmente senza l’utilizzo del fumo) evitando di mandarlo in una profonda crisi di pianto causando cascate del Niagara dal naso, è quello di farlo ridere e.. prenderlo di peso.
20 chili di muco e lagne. Oh! Magari sembrano pochi, ma fate voi rampe di scale facendo “vola vola” con 20 chili netti, intonando le più stupide canzoni che vi vengano in mente, imbellettandole con idioti suoni gutturali, ogni volta, e ripeto ogni, che ti devi spostare anche per andare al cesso!
Una faticaccia.
Cosa c’entra tutto questo con l’esperimento mentale? Nulla. Ma almeno sapete a grandi linee come si presenta Noppi. E dunque arriviamo al fenomeno scientifico.

The esperiment:
Mi ritrovo seduto in giardino su una panca, a cui rimangono pochi giorni di vita, affiancato da Noppi, stanco e solo. Eh si, perché oramai sono le cinque e un quarto e tutti i bambini sono stati prelevati dai loro sconfortati genitori. Il padre di Noppi ci ha avvisato che sarebbe arrivato in ritardo causa incidente in autostrada.. non suo, per fortuna! Se no non se lo sarebbe più venuto a prendere!
Comunque. Seduti e in attesa passo il mio tempo (come del resto gran parte del tempo che passo nella mia vita con i bimbi) a far domande stupide di cui conosco già la risposta. E quindi, privo di voglia e interesse gli chiedo:

“Hai sonno?”
“No”
“Hai fame?”
“No”
“Devi fare la pipì?”
“No”
“Hai sete?”
“No”
“Vuoi andare in classe?”
“No”

Poi mi sovvien che io però ho in effetti sete e andrei volentieri nei rubinetti nani del bagno per abbeverarmi. Ma preso dalla stanchezza e non volendo lasciare Noppi da solo ritorno sui miei passi e provo, svogliatamente, a riproporre la penultima domanda. Ed è proprio in questo momento che accade la magia.

“Hai sete?”
“No”
“Vuoi bere?”
“No”
“Non hai sete?”
“No”
“Quindi hai sete?”
“Si”
“Allora vuoi andare a bere?”
“Si”
“Ok, andiamo”

Senza nemmeno sperarci, lo vedo alzare dirigersi verso il suo armadietto, prendere il bicchiere, camminare verso i rubinetti, aprirsi l’acqua, riempirsi il bicchiere e.. Bere!
MIRACOLO! Esulta il mio cervello nell’intimità del mio cranio.
Un esperimento così non l’avevo mai attuato con tanta naturalezza. Contento di aver scoperto il mio personale Santo Graal con Noppi, attendo felice e più leggero il padre che arriverà con solo tre quarti d’ora di ritardo.
Cosa non può fare la manipolazione alla mente umana!


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