Un piacevole ritorno senza caps-lock.

Ammetto di essere un po’ emozionato.
Ritorno a scrivere con nuova energia e vigore (e una punta di timore che possa velocemente sparire). E anche un po’ di confusione, perché ho l’impressione di non ricordarmi più come si imbastisca un discorso. Anche se – alla fine – è tutto lavoro di cazzuola – e così abbiamo anche già un’immagine da mettere come copertina.

Ciao!
Sono Gimmi Alpaca e sono tornato a scrivere.
Come mai?, ti verrà da chiederti. Si stava tanto bene senza la tua mail nella casella postale, continuerai a pensare. Beh cara amica, caro amico, la risposta è semplice: mi piace. Ed è proprio questo il concetto che vorrei andare ad analizzare con te oggi. Contentz?

Come si fa a capire se quello che ti piace fare ti piace realmente farlo?
Una domanda che mi sono posto ripetutamente in questi mesi dall’ultimo articolo in cui sostanzialmente dicevo Cia’. Una domanda che quasi mi ha tormentato. Non dico mi privasse del sonno, ma sicuramente di un buon risveglio.
Ho cercato la risposta in variati modi. Uno tra questi è certamente quello che mi riesce meglio, ovvero prendere una persona che, come noi tutz, calpesta la superfice globale e dirle indirettamente: ora ti tengo piantata al telefono finché non sono soddisfatto. “Sì, che bello!” è la risposta che tendenzialmente non sento.

È il caso di Alice Spiga che…

Aspe’, si può taggare su WordPress? @AliceSpi… no? Mado’, ma dove andremo a finire con questa tecnologia, signora mia!
Vabbè, intanto linko il suo blog e poi spero me lo dirà lei se si può taggare. Comunque…


È il caso di Alice Spiga che pazientemente mi ha aiutato.
E tu dirai giustamente… dimmi di più di questa persona. Ed ecco servito lo spiego.
Ella è una blogger ed è l’unica persona ad aver commentato più di una volta sotto i miei articoli. Così – puntata sotto i miei mirini telescopici – le ho chiesto di sentirci a telefono. Lei, con una gentilezza spropositata che Ghandi spostate (battuta in stile romano che tende nell’espandere i mio bacino di utenti al sud), mi ha dedicato un’ora del suo tempo a spiegarmi tutto quello che mi mancava.

Inutile dire che quel tutto me lo sia già dimenticato. Però c’è un concetto particolare che mi è rimasto appiccicato sulla corteccia cerebrale, come la carta di un Bacio Perugina portata dal vento e finita su uno stronzo dalla soffice consistenza: scrivi quando hai voglia di farlo.

Ed è qui che arriviamo al punto!
Mi sono auto-imposto che le cose che mi piace fare io le DEBBA fare, sia OBBLIGATO a farle, e che so che il caps-lock non lo uso spesso ma vorrei enfatizzare la pesantezza delle parole e quindi che sia COSTRETTO a eseguire quelle mansioni cominciate con l’idea che fosse divertente.

Ho impiegato mesi ad ascoltare me stesso, a sentire cosa facesse attrito, e alla fine ci sono riuscito.
Ho capito. E vorrei mettere una frase d’effetto, ma l’ho già scritta sette righe più in su.

Vorrei spiegarti bene come questa rivelazione abbia un’importanza colossale per me, più dei soldi e dell’assenza di disfunzione rettale, e di come non sia per nulla scontata. Ovviamente tutz sappiamo che si dovrebbero fare delle cose – furi dal lavoro – che ci piacciano, altrimenti cosa le facciamo a fare, sarebbe stupido farle bo’ bo’ bo’ (l’ho scritto pensando a una voce da rospo).
Ma la verità è più articolata ed emerge dalle profondità dell’inconscio. Se anche tu, come me, hai questo momenti di blocco, ti consiglio di fermarti e ascoltati. Alle volte basta solo questo per dare il via a un cambiamento.
Fermarsi e ascoltarsi.

Concludo dicendo che ho il timore di perdere questo spirito positivo.
Potrebbe effettivamente succedere, ma ho fede che possa sempre ritrovarlo e che ora sia più in grado di vivermela serenamente.

E soprattutto che se ne ho per il belino di scrivere un lunedì posso non farlo.
Alé!



P.S: avrai notato che utilizzo la “z” per comprendere maschile e femminile. A me piace, perché era una cosa che facevo già prima, ma per certe parole – tipo nei nomi o in aggettivi: Giuz, Fraz; belloz, termoconvertitorez -, e ora lo faccio per evitare la fatidica vocale finale. Così… te lo dico giusto per…


4 risposte a "Un piacevole ritorno senza caps-lock."

  1. Contenta di ritrovarti qui, contenta di esserti stata un po’ di aiuto, un po’ di ispirazione (una sorta di blog-madrina) e contenta di trovarti così spumeggiante. :)
    Altro consiglio che mi sento di darti (e forse te l’ho già detto, ma va beh): tieni segnate TUTTE le idee che ti vengono in mente, così avrai sempre un bacino da cui trarre ispirazione, utile soprattutto nei periodi di… magra.
    Un abbraccio e spero a presto.
    Oh. Dimenticavo: mai capito se si possa taggare qualcuno su WP.

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