Ciò che è stato.

Dopo anni – eh, son quasi sette – di terapia, qui, entriamo in una nuova fase.
Sei mai stato in una situazione?

Difficile spiegare cosa si intenda con stare che non siano i sensi classici.
In un luogo: spesso io sto in bagno – lascio a te tutte le battute del caso. Si può stare anche in una situazione, il classico in questa relazione non riesco più a starci. Quante volte l’abbiamo ripetuto? Che sia un amante, una persona amica o un vassoio di biscotti, quello che ci ha fatto stare bene, per qualche ragione ora non più.
(Lascia stare i biscotti, è da molto che non scrivo)

Ma c’è anche uno stare a livello emotivo.
Io da un po’ sto – per esempio – nel collettivo di stand up comedy: Li Evito Male. Collettivo proposto ai tempi da me e che sta crescendo in questi due anni. Normalmente non ero mai arrivato a questi livelli perché rinunciavo o facevo fallire – inconsciamente – il progetto.

Ma questo, invece, va avanti.
Ho imparato anche a non dover dare troppo peso e lasciare che le cose si sviluppino anche da sé, perdendo – in parte, almeno – la mania del controllo che mi grattava dentro. Alle volte con le unghie, altre volte picconi da scalata.
(Mannaggia, ho già due immagini che metterei per questo post: biscotti e piccone da scalata. Devo sceglierne uno.)

Stare in questa situazione, nel collettivo e ciò che comporta, mi dà modo di capire se una cosa mi piace davvero o l’ho solo idealizzata. E non è una cosa semplice da dire. Nonnò!

Perché per quanto possa piacermi, non credo che possa essermi utile (almeno non nella totalità) con quello che sento di voler fare e che sto capendo sempre di più. Essere utile.
E per me, essere utile, viene quando insegno. O trasmetto qualcosa.

Quindi ora il grande dilemma:
Che cazzo faccio?

Segui i prossimi post di Gimmi Alpaca per scoprire cosa farà!…Sempre che li scriva ;)


P.S: Alla fine – se non ci avessi fatto caso – ho optato per un biscotto.


2 risposte a "Ciò che è stato."

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