Si può vivere di arte?
Questa è una domanda che mi feci qualche anno fa e di tanto in tanto ritorna, come quell’herpes genitale che dà tanto prurito… a qualcuno, non a me. Sia ben inteso.
Probabilmente tu sei una di quelle persone che risponderebbe di sì, certo che si può! Come dire il contrario, quando ci sono tanti artisti e artiste che lo fanno. E infatti non è proprio questa la domanda di cui vorrei la risposta, se mi lasciassi finire magari ci saremmo risparmiati righe inutili. Che dici?
Si può vivere di arte? è una domanda che pongo così perché mi pare il modo migliore di porla.
Ma quello che realmente intendo è – inciso: siccome personalmente intendo l’arte come un sentimento (come scritto in un articolo vecchio che ora mi tocca andare a cercare indietro e linkarlo QUI) tutto l’articolo la tratta come tale -, posso vivere provando questo sentimento ogni giorno? Posso avere quella sensazione che ho in certe mostre, in certe conversazioni, in certe serate dal tasso alcolico sopra lo 0.3?
Prima di rispondere vorrei condividere questo aneddoto simpatico con te a riguardo.
Anni fa ero molto più paranoico e impulsivo. Mi capitava spesso di scrivere messaggi strani che, probabilmente, non tutti capivano e mi dipingevano come un folle che di tanto in tanto ritorna come l’erpes genitale… che io non ho, lo vorrei ricordare.
Siccome mi piace conosce persone nuove, quando ce n’è la possibilità invito gente a prendere un caffè (anche se ora molto meno). Così invito questa ragazza, cantante, a condividere una colazione insieme. Dettagli che danno una nota inutile di colore: era una ragazza molto affascinante (“nota di colore” perché mi pone in quella condizione di disagio in cui sono imbarazzato perché penso che non ci proverei, ma una parte di me trasuda il contrario. Lo dico per onestà intellettuale).
Passiamo un po’ di tempo insieme. Piacevole. Pare tutto abbastanza nomrale.
Tempo dopo le mando, dal NULLA, un messaggio (che purtroppo non ritrovo) con la suddetta domanda e tutto un pippone come sto per fare a te, fra poco.
Non mi ha più risposto.
Fine premessa.
Il senso di quel messaggio era: se quando andiamo a un concerto, a vedere un film d’autore, ma anche tranquillamente fare un’uscita con certi amici stimolanti (sicuramente non per via dell’herpes genitale che io non ho), ebbene, se quando siamo in queste situazioni proviamo una sensazione che si muove dentro e che ti porta a creare, è possibile ricrearla tutti i giorni? Vivere, letteralmente, ogni giorno con questa sensazione?
Ovviamente, non tutto il giorno.
Come non si può essere felici o tristi tutto per tutte le ore di veglia, anche l’arte prima o poi si trasforma in un altro sentimento. Però(!) almeno una volta al giorno. Si può?
Secondo me sì, ma non è per nulla facile (considerando i tempi in cui viviamo e – personalmente – i lavori che mi scelgo che lasciamo stare poi magari te ne parlo in un altro articolo).
Ma, banalmente, se tutti i giorni scrivessi qualcosa – come questo articolo -, leggessi un libro, facessi un’uscita, una conversazione (per citare alcune delle cose più immediate) allora si potrebbe tenere allenata quella parte creativa. Potrei finalmente dire che si può vivere d’arte… o simile, perché immagino non sia la frase migliore per definire ciò.
Io mi voglio porre questo come obbiettivo personale.
Puntare a ritagliare sempre di più l’arte dagli spaccati di vita che mi orbitano intorno. Avere il modo per farlo.
E te, cosa mi dici? Si può vivere di arte o mi sto illudendo?
Fammi sapere!
Cia’.
P.S: in realtà ho cercato la ragazza con la nota di colore e i messaggi che ci mandammo. Non c’è traccia di quello di cui ho parlato. Forse me lo sono sognato. O forse l’ho mandato alla persona sbagliata. In tal caso direi che è normale che non si risponda.
P.S.S: Potrebbe esserti venuto il sospetto che io abbia l’herpes genitale. Non so bene il perché, ma potrebbe esserti venuto. Bene, ecco, non è così. Giuro.