L’avventura di Jack

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Jack viveva in una piccola fattoria con sua madre in Irlanda. La loro vita era semplice e tranquilla difatti vivevano di sussistenza grazie alle loro capre e al loro orto. La loro casa era una semplice costruzione di mattoni e legno. Modesta fuori, ma accogliente dentro. Vi era un caminetto in pietra che scaldava le fredde giornate invernali e che veniva usato per cucinare le zuppe di legumi. Inoltre tutta la casa era adornata da graziosi ricami che la mamma di Jack faceva durante la sera, dopo la dura, ma soddisfacente, giornata. La vita, insomma, trascorreva serena fra i lavori nei campi e con gli animali. Anche se tutto ciò potrebbe apparire noioso per gli occhi di un estraneo, per Jack, invece, era la perfezione.
Di tanto in tanto, quando voleva divertirsi un po’, decideva di fare qualche passeggiata nella foresta in prossimità della valle. Oramai per il giovane ragazzo non c’erano più segreti che si nascondessero fra quegli alberi, ma nonostante conoscesse bene quel posto amava tornarci per immaginarsi nuove avventure. A volte, fingeva di essere un prode cavaliere alla ricerca del drago da uccidere. Altre invece s’immaginava uno scaltro avventuriero che cercava il misterioso tesoro dei tesori. Altre ancora lasciava che semplicemente i pensieri lo trasportassero nel fantastico.

Fu difatti quest’ultima situazione che accompagnò Jack in una domenica mattina. Con il fagotto in spalla si avviò per la foresta con i soliti avvertimenti premurosi della madre.

– Stai attendo figlio mio, cerca di non farti del male. E non rincasare tardi, questa sera faccio le mele caramellate! –
– Non ti preoccupare madre. Oggi faccio il solito giro –

La rassicurò il figlio, mentre si allontanava con il sacco del pranzo. In effetti non c’era nulla di cui preoccuparsi, ma oramai per la madre di Jack fare quella raccomandazione era diventata una specie di rito e a sua volta il figliolo rispondeva con un sorriso incoraggiante. Ma c’era qualcosa di diverso nell’aria di quella mattinata che Jack tentava di spiegarsi, ma non riusciva. Il suo fagottino con il pane e il formaggio erano avvolti nel panno di stoffa che usava sempre. Aveva lavato i suoi indumenti da viaggio due giorni prima come al solito. Aveva fatto colazione con il latte caldo come ogni mattina. Eppure qualcosa gli diceva che non tutto era come sempre.
Decise di non darci troppo peso e continuò a camminare.

Dopo pochi passi nella foresta, Jack, respirò a pieni polmoni quell’aria pungente tipica di quelle zone. Un forte odore di pini gli stuzzicava il naso e subito si sentì avvolto da una sensazione di benessere che accoglieva felicemente ogni volta che andava in quel posto. I tiepidi raggi del sole filtravano fra il verde fogliame formando affascinanti giochi di luce.
Intraprese pochi passi quando cominciò a divagare con i pensieri, rapito da quello spettacolo naturalistico. Camminava osservando tutto ciò che la vegetazione poteva offrirgli, dalle cime degli alberi agli insetti che zampettavano sul suolo. Camminò e camminò fino ad arrivare ad un grande albero con le radici sporgenti che, però, non aveva mai notato.

Pensò a quanto fosse strano che non avesse mai visto una pianta così grande, e soprattutto così diversa dalle altre! Quindi decise con entusiasmo di andare a vederla da vicino. La cosa che attirava di più l’attenzione erano quelle curiose radici che spuntavano dal terreno formando come delle sbarre.
Jack saltava di radice in radice facendo il giro del tronco per guardarlo da ogni angolazione quando, per una fugace distrazione, mise il piede male e cascò in un buco formatosi sotto l’albero di cui le radici contornavano l’entrata.
Fine..


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