Che cosa pensi di me?

Ad un primo impatto è una domanda semplice. Ciascuno di noi pensa qualcosa di qualcun’altro e, automaticamente, ci verrà in mente, prima o poi, che anche gli altri si facciano un’idea di noi.
Specialmente quando una persona ci piace particolarmente, o viceversa, viene più facile porsi questa domanda.
Chissà cosa pensa di me

Viene quasi spontaneo chiederselo con persone che conosciamo poco, ma.. perché non anche con i nostri amici di vecchia data? A me capita spessissimo di conoscere amici da anni, sapere di star simpatici e avere un buon rapporto, ma questa domanda racchiude tutto il nostro essere. Non si può dare la risposta in poche parole.
“Beh, che sei un tipo simpatico.. vivace”
E basta?! Davvero? Ma non ci crede nessuno. Siamo un composto di emozioni, scelte, principi e idee. Già solo la definizione “semplice” accomunata come aggettivo ad una persona è una cagata colossale. “E’ un tipo semplice. Ha una moglie, due figli e un lavoro”.
Già. E’ sicuramente così. Con la moglie con cui sta divorziando perché lei ha il vizio del gioco e ha prosciugato i risparmi, con la figlia lesbica laureata in biochimica, prima del suo corso, che non trova un lavoro e con il figlio drammaturgo che non è mai a casa perché gira per il mondo, NON può non avere una personalità semplice. Poi magari di lavoro fa il politico e qui sai che SICURAMENTE ha una personalità semplice.
Ve lo dico da amico. Se conoscete qualcuno che ha davvero una vita semplice o è l’infiltrato dei servizi segreti di chissà quale stato o è sotto il programma Protezione Testimoni.

Ma lasciando da parte questa piccola digressione e torniamo a noi. Quello che voglio arrivare a dire è che non ci credo che questa curiosità riguardo ciò che altri pensano di voi, non vi abbia mai sfiorato per un solo momento la coscienza.
Io, poi, sono pure paranoico e se ve lo sto a menare ora con questo concetto è perché ci penso solo sempre!
E’ una fissa continua. Non perché voglia piacere a tutti i costi alle persone, ma perché non voglio non piacere a tutti i costi alle persone. Se aggiungiamo una curiosità sconfinata dato il fatto che sono un ficca naso allora la domanda è d’obbligo.
Quindi. Abbiamo assodato che sicuramente ciascuno di voi si è posta almeno una volta nella vita questo interrogativo (e se non l’aveste mai fatto sarà successo mentre stavate leggendo questo post).
La domanda che dunque vi vorrei fare è:
Perché non chiederlo?

Se ci educassimo a domandare al conoscente, al vicino di casa, alla migliore amica, al parente alla lontana, a quello alla vicina, insomma a chiunque, la vita sarebbe più semplice.
“Scusa Francesca, volevo chiederti. Che cosa pensi di me? Sinceramente.”
“Che sei un po’ stronzo”

Vi porto all’attenzione anche che già ponendo questa domanda dimostreremmo una maturità non da poco (si, perché così facendo indichereste che davvero lo volete sapere e siete più propensi ad accettare le critiche). In più potremmo conoscere i nostri difetti e i nostri pregi (perché ci sono anche i pregi, non dimentichiamolo). Cominceremo ad ascoltare oltre che a cercare di dimostrare qualcosa a chissacchì. Potremmo cominciare a lavorare con quelle persone per migliorare noi stessi scoprendo aspetti di noi, abitudini, modi di fare e di dire, che nemmeno conoscevamo.

Comunque non vi preoccupate, perché Francesca non dovrebbe rispondere solo così. Dovrebbe dipingervi nel complesso spiegando anche il perché di quel pensiero.
“Sei un po’ stronzo perché sembra che ti dimentichi degli altri. Io ti voglio bene, ma non ti fai sentire per dei mesi e quando questo accade non mostri un briciolo di affetto”

A quel punto noi potremmo spiegare che non lo facciamo apposta, che vederla (lei come tutti gli altri) è un piacere immenso per noi, ma abbiamo sempre avuto difficoltà a mostrare i nostri sentimenti ad altri amici. Così facendo, entrambi avrete modo di conoscere di più dell’altra persona e Francesca vi vorrà inevitabilmente un po’ più bene e noi, partendo da lei, potremmo cominciare ad essere un po’ più affettuosi.
Non trovate che giungere a un dialogo del genere possa essere estremamente educativa per tutti?
Io si, ed è per questo che ci provo sempre, anche se è ostico chiederlo alle volte.
E comunque, è più semplice essere aiutati se ne diamo la possibilità.

Per questo motivo che vi invito a tentare questo esercizio almeno con una persona. Andate anche sul semplice, chiedetelo al vostro partner o a un vostro caro amico. Però provateci.
Sono sicuro che, se vi riesce bene, vi stupirete dell’esito.


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