Bianca Neve e i 100 nani

Per gli specialissimi e sudatissimi “100 Mi Piace” di Facciadacaz.. hem.. Facciadilibro vi ho tenuto in caldo questa gustosa storiella che non piacerà a nessuno! Diciamo pure che me ne vergogno alquanto.. sob.. 

C’era una volta, in una terra lontana lontana, un regno dominato da una terribile regina. Ella era molto vanitosa e narcisista, ma soprattutto era molto pazza. Difatti era sua abitudine andare davanti ad uno specchio e dire a voce alta: “Specchio servo delle mie brame, chi è la più bella del reame?”. E siccome era pazza si rispondeva da sola cercando di camuffare la sua voce per darle un tono mascolino: “Bella, tu sei bella, oh mia regina. Ma attenta. Al mondo una fanciulla c’è, vestita sol di stracci poverina. Ma ahime, assai più bella di te”.
Detto ciò si arrabbiò moltissimo perché era appunto vanitosa e narcisista e domandò allo specchio: “Guai a lei! Dimmi il suo nome”. E continuandosi a rispondersi da sola si rivelò che una ragazza la superava in fascino con la pelle bianca come la neve e si chiamava, per l’appunto, Carla Sbordaroli, ma che gli amici chiamavano Biancaneve.
La regina, infuriata, decise di ucciderla, così prese il suo fucile da caccia, andò alla finestra e cominciò a spararle. Ma dal momento che era già tanto, per qualche strana ragione, conoscere il suo nome, sperare di sapere anche come fosse fatta era davvero troppo. Così uccise due ragazze tedesche in vacanza, un messicano in siesta, una vecchina, e uno stormo di cani e un simpaticissimo artista di strada che faceva finta di rumoreggiare con il fondoschiena.

Nel frattempo Biancaneve, che si era persa nel bosco per motivi neurotossici, arrivò in una casettina assomigliante ad un hangar di un aeroporto militare e decise di entrare forzando il lucchetto con delle tronchesine. Subito penso “Che idioti i proprietari di questa casettina. Nessuno lascia più delle tronchesine sotto lo zerbino” ed entrò sbattendosene delle norme legislative.
All’interno trovò una caterva di lettini. Decine e decine di piccoli letti stavano disposti in file coperti dalle coperte più colorate e di variegato tipo. C’erano letti morbidi, letti duri, letti larghi e stretti e chi più ne ha più ne metta. Così, Carla, decise appisolarsi su un divanetto lì vicino.
Intanto in una grotta distante miglia e miglia, dei nani stavano picconando una miniera di carbone.. perché, siamo realistici, su! Da quando in qua si è mai vista una miniera di diamanti così facilmente reperibile? Vabbè, dicevo.. intanto cento nani cominciarono ad uscire e a canticchiare una canzone goliardica sulle dimensioni del proprio piccone che però nessuno conosce bene. Eh già, perché essendo così tanti gli ultimi non sentivano i primi così dando vita ad una canzone sfalsata ed ammucchiata che provocava conati di vomito a chiunque la sentisse.
Allorché, cantando stonati come una campana, giunsero al capannone nel bosco dove Biancaneve stava dormendo.

Fu quasi attacco cardiaco per la bella ragazza che si vide davanti un centinaio di luridi e sporchi nani pelosi e sudati, sbavanti e ansimanti. Ma appena si rese conto di quali simpatiche creature avesse davanti si tranquillizzò. Raccontò addirittura a loro che era una Erasmus in cerca di casa, che studiava filosofia e che avrebbe voluto fare l’insegnante. E tutti scoppiarono in una fragorosa risata.. lei compresa. Poi lei chiese: “Ma come vi chiamate?”
E i simpaticissimi nani scatarranti dissero in ordine il loro nome:
“Brontolo, Mammolo, Pisolo, Eolo, Cucciolo, Gongolo ,Dottolo, Frullalo, Spellalo, Scrollalo, Diglielo, Fottiglielo, Smarmellalo, Purgalo, Sdrumalo, Gasalo..” e continuarono per circa una mezz’oretta, tanto che Carla si addormentò di nuovo. Quando si ridestò, gli ultimi di loro, stavano ancora dicendo i loro nomi:
“..Giuseppe, Piero, Gabriele, Salvatore, Carmelo e Bruno”
Finita la carrellata dei nomi, Carla e il capo dei nani, Capolo, decisero che sarebbe potuta rimanere, tanto spazio ce n’era, solo a condizione che, pulisse l’abitazione e fosse l’ultima nel turno del bagno. Entusiasta, la ragazza cominciò subito i lavori cantando e chiamando a sé tutte le creature del bosco.. cosa che non accadde perché non si chiamava San Francesco.
Nel frattempo la malvagia regina, che ebbe scoperto la nuova residenza di Carla, escogitò un malefico piano per togliersi di mezzo la bella rivale e mandò un quotidiano all’indirizzo Via Luigi Nani 1/1.
Biancaneve, che era l’unica che sapeva leggere in mezzo quel letamaio di schifosi nani bitorzoluti, trovò nel giornale un buono sconto per il McDonald’s e decise, in quanto squattrinata, di andarsi a mangiare tre panini, due porzioni di patatine, una coca-cola grande, una maxi porzione di crocchette di pollo a un euro. Cosa non si fa quando si è universitari?
Giunta al luogo di ristoro ordinò il suo sano pasto, ma al primo morso morì.
I nani che erano stati avvisati del pericolo da.. daaaa.. da qualcuno, corsero subito al castello della regina. Tanto erano un piccolo esercito di ometti forzuti e incazzati, e, irrompendo nella sala principale, presero a badilate e a picconate quella vecchia stronza in menopausa.
Ah! Che soddisfazione!
Dopodiché decisero di andare a salvare la povera Carlaneve, ma scoprirono con triste amarezza che, essendo morta in un fast food, venne tritata e riutilizzata per gli hamburger.
Fine..


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