Che ti posso dire?

Ti posso dire che riaprire il blog ha fatto esplodere nel mio naso una serie di sensazioni stranissime. Incredulità, nausea, speranza e molto altro legato al mio intestino e alla fase anale mai superata.

L’istinto è quello di pensare che non possa importare, ma alla fine è questo il lavoro di un blog, no? Cerchiamo di superare le barriere e immaginarti come l’amico o l’amica con anni di avventure alcoliche alle spalle che si beve la qualunque (anche di quello che scrivo, intendo).
Quindi ecco qui, le riflessioni di questo magico posto, trasformato:

Partiamo proprio da questo. La trasformazione.
Il titolo Scrivere Cose Raccapriccianti Ovunque miTtrovi 0.1 (Scrot 0.1) era di un’infantilità senza pari. O al limite, al pari di un bambino che piange perché non si sa allacciare le scarpe, ma ha gli strappi. Quanta tristezza.
Ma non solo il format era qualcosa di deprimente, lo era anche il contenuto. Ho riletto cose di anni fa e mi sono detto “WaW, che schifo!”. Uno stile banale di un ragazzino che poteva far molto altro dalla vita. Lo riguardo ora e con sguardo tenero di chi osserva un bambino che piange con le scarpe a strappo e gli dico: sei un omuncolo di merda.
Troppo duro con me stesso? Può darsi, ma di questo ne parleremo più avanti.
Ma ti ricordi (se mai li hai letti) quei post in cui mi parlavo da solo? Pensavo di averne fatti uno o due, e invece è PIENO! Psicopatia portami via. Non so dove fosse in fascino in tutto ciò. Poi questo vizio di scrivere due punti di sospensione invece che tre e in ogni caso abusarne come non ci fosse un – non solo un domani – ma neanche un oggi e uno ieri, perché sta bruttura prescinde dal tempo e dallo spazio. Fa schifo e basta. Ma nonostante tutto questo…

Nonostante questo passiamo al punto successivo che è quello che mi ha sorpreso. La visibilità.
A distanza di quattro anni di inattività, continua a esserci traffico. Il sospetto è davvero che ci sia gente nel mondo che sbaglia a scrivere la parola “scroto” – si perde la O finale – e si ritrova qui, scrollando in giù nella speranza di una sorpresa, anche modesta. Magari una mia foto mente faccio l’aquilone con la suddetta pelle. E delusa, questa persona, non sapendo più cosa fare, sentendo che la sua vita è rovinata per sempre, si mette a leggere i miei articoli con i dialoghi che mi facevo da solo e, preso da pietismo – sentendosi molto vicino a me in quanto maniaco problematico – si sarebbe prodigato per continuare a seguirmi.
Mah… penso non lo scopriremo mai e forse questo è indice di quanto scarso nel marketing io sia (ci sono strumenti per saperlo).

Immagino ci siano altri punti da analizzare, ma non vengono in mente in questo momento. Quindi passiamo alle decisioni che incombono.

Non so se lo sai, ma il mio passato è cosparso di fallimenti, progetti avviati e mai portati, non dico a termine, ma proprio nella loro prima fase di sviluppo. Ovvero quella dopo in cui la gente ti posa una mano sulla testa e ti dice cose come “Un blog, eh? Sei proprio bravo”.
Arrivati alla soglia dei trenta cominci a pensare che forse – e dico forse – c’è bisogno di mettere la testa a posto, i piedi per terra, ed essere realisti. Fare troppe cose non porta a niente, soprattutto se passi le tue ore a cercare di allacciarti le scarpe con il doppio nodo, ma scopri che (è talmente telefonata questa battuta che la finisco solo per coerenza) hai le scarpe con lo strappo. O nel mio caso, non hai proprio le scarpe.
E allora eccoci qui.
Trasformiamo questa ammasso di pongo colorato in qualcosa di più serio. Non ho la pretesa di riuscirci, ma penso di aver degli strumenti in più per provarci almeno. Quindi cosa offre la casa?

A parte uno splendido nome, di cui un giorno parleremo davanti a una tazza di té scalzi, si può notare che la divisione è in tre:

  • Blog. Che è inutile spiegarlo, è questo da cui stai leggendo.
  • Prosa. I cari e vecchi racconti che ogni tanto mi cicciano fuori, anche se mi rendo conto di saper sempre meno scriverli e optare per dei monologhi.
  • Fumetto. Questa è una novità. Probabile che tu non sappia che – proprio per quello detto nel punto prima – ho scoperto di avere un’immaginazione visiva. Ho deciso dunque per optare nella sceneggiatura con dei corsi dedicati. La mia idea è quella di inserire recensioni, ma più ancora mi piacerebbe mettere le sceneggiature dei fumetti già disegnati. Non so quanto sia interessante, ma questo mi dà modo di passare all’ultimo argomento.

Importante svolta di questo blog è che non mi deve interessare di fare qualcosa per te o per il grande pubblico. Ma per me. Per me solo. Avere la buona usanza di far tamburellare le dita sulla tastiera che mi costa sempre grande fatica cominciare, ma una volta avviato questo simpatico motivetto di mini percussioni plastico costituite mi diverto e mi fa sentire bene.

Mi viene in mente, in oltre, che basta quelle mattonate di premesse che intessevo senza un perché prima di racconti o simili. Vi prometto che verranno tolte o – in una stretta necessita per la contestualizzazione dello scritto – saranno assai limitate.
Prego.

Con questo penso sia tutto. Cercherò di mantenere una routine postando articoli il più interessanti possibili. Ma non mi sento di promettere nulla.
Ora che ho finito, scusatemi. Vado a comprarmi le mie prime scarpe con i lacci..


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