Far ridere con la spesa: ecco un altro titolo che c’entra poco con il testo.

Un altro lunedì ed ecco un altro articoletto che esce.
Waw. Proprio… waw. Saranno, tipo, sei ora che sono usciti. Continuerò a stupirmi almeno per altri… boh… fai due. Per altri due articoli continuerò a dire: “Waw, sto continuando a scrivere”.
Poi basta.

Se non capisci questo stupore è perché forse non scrivi qualcosa periodicamente e affronti un giorno alla settimana con la domanda: “Che cosa scrivo oggi?“. Ma il fatto non sta proprio, specificatamente, esattamente, per quanto mi riguarda, in questo. Alla fine basta che guardi fuori dalla finestra, vedi una signora anziana che cade con la spesa in mano, ridi per quindici minuti, ti fai una tisana, ti ritorna in mente, rischi di strozzarti con lo zenzero, ridi per altri quindici minuti e poi ti metti a scrivere sul tuo blog.

[“Non ridete mai delle persone anziane che cadono con la spesa“. Pubblicità progresso].

Il fatto è proprio scrivere qualcosa che possa interessare. E per me, quello che interessa è quello che diverte. Quindi mi chiedo: “Riuscirà a scrivere qualcosa che arriccia un sorriso?”. Non ti nascondo che questa domanda mi tortura. L’ultimo articolo era sul video provino per Comedy Central, no? Ti ho esplicitamente scritto che non mi importa.
Perché non lo avevo ancora inviato.

No, beh… non che mi stia cagando addosso. Davvero sono sereno. Ma continuo a venirmi in mente la faccia serissima di chi lo guarda. Una statua dell’isola di Pasqua che, impassibile, arriva in fondo, si alza e dice: “Questo video non mi ha fatto ridere”, anche se è da solo in casa e nessuno lo sente, ma è così inorridito da doverlo rendere reale facendo vibrare l’aria con le sue stoiche parole. L’ho fatto vedere a delle persone, ma – per non andare nel panico completo – ho chiesto di non dirmi nulla. Non un’osservazione. Perché lo so che potevo farlo meglio. Lo so!
Nel bene e nel male, non deve uscire una sola espressione di critica o gradimento, neanche la più vana. Anche se è EVIDENTE che vorrei che mi dicessero, guarda che mi ha fatto ridere, non ti stare a preoccupare, sei bravo, smetti di ciucciare quel sacchetto della spesa che è sporco di sangue.

E dato che mio padre legge questo blog e ha visto il video provino… no! Non è un messaggio indiretto per chiedergli di farmi critiche positive. Anche se lo so che alla fine me le farebbe perché, talvolta, ha riso in cose che ho scritto senza intenzione comica. Come: “…e alla fine muore”. Ahah! che ridere!
Ma come?!

Ok. Un respiro. Calma. Mi sto agitando.
Il problema è questo. La cosa bella della stand up comedy è che se la gente ride lo vedi. Lo senti!
Per tutto il resto, non ne ho idea. E questo blog non è esente.

Ma la cosa affascinante arriva ora. Ogni volta ho a malapena qualcosa da scrivere e mi chiedo se riuscirò a renderlo interessante, divertente. E ogni volta, mi viene in mente qualcosa, anche di stupido, come la storia vecchina (che non è successo davvero, eh, non mi sono messo a ridere… oggi). Quindi ci riesco. Posso farlo. Sta diventando una costante. Una certezza. Cominciare a credere in se stessi. Dovrebbero insegnarla a scuola.

Non vedo l’ora di riuscirci.


P.S: Per non finire con una nota seria, ecco un P.S. totalmente inutile, ma che porterà sicuramente a far sorridere teste giganti di isole dai nomi festivi..


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