Lo scontro quotidiano: e il problema della borsa francese.

Parliamo di questo volume dal poco spessore fisico.
Comodo da portarsi in borsa, per una serata con gli amici.

Cazzate a parte, sarò breve.
Lo scontro quotidiano è questa graphic novel francese, con griglia tipicamente francese a dodici vignette, dai sapori francesi, che ci fa un po’ sorridere e un po’ no. E niente, parla della vita dell’autore (francese).
E ciò ci fa porre una domanda: basta che sia raccontata bene per essere una bella graphic novel? O serve una storia?

Ammetto che non ho molta voglia di parlare di questo volume. Un po’ perché mi sono svegliato di nuovo male. Ma soprattutto perché rimane a metà. Ci sono tante tematiche dentro che in base al momento salgono o scendono. Si fanno più intense o meno. Interessante, verso la fine, vedere come si tratta l’ideologia di destra – razzista e conservatrice – da un’angolazione diversa, da parte della gente comune, operaia.
Però – ecco – non va a fondo. C’è, è presente, ma non è quello il cuore. Il cuore è lui che vive come viviamo tutti. Con problemi di salute, relazionali, sociali (francesi) e via dicendo.

E quindi, non provi grosse emozioni, anche se ci sono. Non hai la soddisfazione di una storia, anche se è raccontata con i tempi giusti.

Che dire?
Cartonato da ventisette euro che non vi stanno in borsa (francese).


2 risposte a "Lo scontro quotidiano: e il problema della borsa francese."

  1. Leggo un pò di avversione (francese) ai francesi dietro le tue parole?
    Beh, ovvio, non son famosi per essere simpaticissimi, però hanno un gran bagaglio culturale…io amo molto il loro cinema, di diversa comicità rispetto al nostro e meno scontato rispetto allo statunitense. Poi quando l’Ancien Regime incontra i nuovi francesi, ossia gli ex maghrebini alla regia, c’è tanto, ma tanto da imparare.

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  2. Ahahah, no! :D

    Buongiorno.
    Ho una particolare sensibilità per il fumetto francese, probabilmente perché ho cominciato con gli Asterix e i Tin Tin da bambino (Trifone Girasole nel cuore!). La griglia a dodici mi spunta spesso nelle mie sceneggiature – e se ci allontaniamo dal fumetto – ho un debole per la lingua e le campagne (francesi).

    Non mi va di dire che faccio “recensioni” per fumetti – per quanto siano segnate così nella categoria, ma che già volevo cambiare – perché non penso di saperne abbastanza per farne. Quello che hai letto, come tutte le altre, sono chiacchiere veloci su impressioni generali, da fare con l’amica o l’amico al bar. Può passare una sfumatura negativa per il fumetto in sé (che non denigro, in ogni caso, assolutamente), ma non era mia intenzione passare un messaggio negativo per uno stato intero (e tendenzialmente fare di tutta l’erba un fascio porta solo a cose come l’olocausto… non è la mia filosofia).
    I problemone è che è difficile rendere simpatica una discussione su un fumetto e allora mi appiglio un po’ a quello che trovo, ma non è da prendere seriamente :)

    Per concludere mi fa piacere che mi reputi una persona di cultura parlandomi di correnti, ispirazioni e quant’altro, ma posso solo che annuire a far finta di sapere di cosa stai parlando mentre pulisco il monocolo acquistato su Amazon.
    Sulla comicità sono già meno debole, ma per il resto… anzi, se hai qualcosa da consigliare io son ben felice di saggiare nuovi orizzonti ^^

    Grazie per avermi scritto!

    "Mi piace"

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