Amanera

Attenzione: questo articolo non è proprio divertente. Avverto, per non intaccare il buon umore che sicuramente questo lunedì ha donato.


Provo a emergere da questa piscina di caldo umido che ti toglie anche il ricordo del respiro, per farti una domanda:
Come fai a fare quello che fai?

Siamo entrambi d’accordo che sia una di quelle domande che fanno molta scena, ma che in realtà mostrano la persona molto scema (yo! Dovevo fare il trap boy). Una domanda abbastanza sciocca perché tutti conoscono la risposta: facendolo!
Allora andiamo un pelo oltre…

Come fai quello che vorresti fare, ma è molto difficile?
Continuando sulla stessa linea di pensiero, la risposta pare non essere cambiata e comincerai a chiederti (o a chiedermi) dove voglia andare a parare.
Sono molto contento del percorso che sto andando a compiere, nonostante sia diramato e più complesso da portare avanti. Se ti ricordi ne avevo parlato in un articolo (e spero di non ripetermi). Abbandonerò definitivamente il ruolo da educatore e comincerò quello orientato verso l’editing. Per non parlare della carriera artistica da autore e monologhista comico (che stand up comedian comincia a essere mainstream).
Ma la domanda rimane. E per quanto scema, acquisisce in me una forza, una presenza, scomoda e ingombrante difficile da mettere insieme. Come il letto a soppalco dell’Ikea.

Ci sono giornate in cui sono su di giri – gasato! – per il futuro che posso scegliermi, ma il tutto è immerso in una consapevolezza di fallimento. Una sensazione indescrivibile, che ricorda l’amarena. Felicità affogata nell’amarezza, citando qualcuno che ha detto questa frase giorni fa, ma non ricordo chi. O amanera, citando – invece – il titolo dell’articolo.

Sono convinto di poter riuscire a sconfiggere questa sensazione, stracciare questo velo ruvido e arrivare.
Ma sento legato alla vita un elastico che, quando comincio a correre, poi mi ritira indietro. Faccio dei passi, ma poi mi mi ritrovo al punto di partenza. Come toglierlo? Come fare quello che voglio fare senza questa sensazione? O forse, sarebbe bello è soffocante pensare che non ci siano elastici. La realtà è che sono io che non vedo i progressi fatti e semplicemente mi scoraggio e torno indietro.

Forse è così e devo smettere solo di pensarci… o di scriverci articoli. Perché scriverne mi aiuta a esorcizzare la sensazione o sto alimentando una belva ingorda di mie energie mentali?

Basta Gimmi!
Prendi il tuo cervello a due mani e dirgli di andare a farsi fottere. Ne abbiamo abbastanza di queste angosce paranoiche, vero? Si cambia modo di pensare e arredamento. Siamo grandi.
Non c’è spazio per i letti a castello.


E poi a me piace il pistacchio..


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