Residenza Arcadia: Cuello che non è Baluffardo

Ma ciao!
(Ho pensato potrebbe essere una buona idea cominciare la chiacchierata del venerdì in modo più energico… Ogni tanto le stronzate sono camuffate da buona idee). Oggi abbiamo tra le mani questo deliziosa opera prima di Cuello… lì. Le battute sul cognome si sprecheranno, sappilo.

Forse lo conoscerai per quelle buffette strisce da internet che posta e che ci fanno molto ridere. Non sono – in effetti – moltissimi gli autori unici italiani pubblicati che riescono a maneggiare bene la comicità (e ce ne sarà uno in più non appena pubblicheranno il mio fumetto intitolato Le avventure davvero simpatiche di Baluffardo e i suoi sei tipi diversi di emorroidi).
Cuello di cui stiamo parlando ci riesce bene e lo porta in Residenza Arcadia. Ma abbiamo tra le dita unticce un fumetto comico?
No! (che domande).

Cuello che c’è all’interno è qualcosa di ironico, sì, ma anche di forte impatto emotivo.
La storia ambientata praticamente tutta all’interno di un condominio, un contenitore che riporta con asprezza una tematica attuale e la sua conseguenza in caso le cose non migliorino. Ma non voglio stare a spoilerarti Cuello che succede e quale sia la tematica. Piacevole è lo scoprirlo sa soli.

Francamente non ho molto da aggiungere. La storia rimanda sensazioni come se fosse un racconto breve, per quanto è compatto, lineare e fluido. Cuello che ne esce (eh eh… l’ho fatto di nuovo) è un piccolo gioiello emotivo con un prezioso insegnamento.

Non mi resta che salutarti e dirti:
Leggilo, che ti fa bene (-cit. Nonna).


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