Quella volta che ho attaccato il cuscino alla lampada.

Hai presente quando alle elementari stavi scrivendo e, per scherzo, arriva Bornizzaro – figlio di ingeneri – e ti versa un secchio di colla sulle mani, ma la colla è densa quindi prima di cadere ci mette un po’, ma tu stai lì a vedere che scende piano lasciando le mani lì sotto e guardando che questa massa molliccia minacciosamente si estende, fino a quando non comincia ad adagiarsi sulle nocche, e poi il resto della falange e poi anche sulle dita fino a quando non ti si cospargono ben bene tutte quante, tutte e due, le mani e allora dici “nuuuuuu” e non riesci più a scrivere perché ti senti come una zanzara preistorica nell’ambra e allora vuoi mandare tutto a cagare, scappare e ribellarti e pensi “quando tornerò a scrivere farò solo periodi lunghissimi senza punti, tornare a casa, infilarti sotto le coperte e rimanere lì per sempre, anche perché hai le mani che sono un impiastro di colla e tutte le lenzuola, le federe, il coprimaterasso si inzaccherano rendendo il tutto decisamente poco confortante?

Bene.
Oggi, io ho esattamente quella sensazione lì. Non quella della colla sulle dita – non starei scrivendo in questo momento – che mi è capitato realmente, ma te lo racconterò più avanti. Parlo del vedere una cosa che sta accadendo e lasciarla accadere per poi pentirsene successivamente.

Pare che questo articolo sia uno spreco delle mie parole e del tuo tempo, ma lo vorrei sfruttare per mettere a fuoco un concetto: Non è incredibile come le nostre emozioni e sentimenti riecheggino senza tempo nel passato e nel futuro?
(Scusa. Forse di aspettavi una cazzata colossale e invece…)

Se ci fai caso quando sei felice vedi il futuro con ottimismo e pensi che in passato “non è andata poi così male”. D’altro canto se sei triste, il futuro è una merda, il passato è una merda, te sei una merda e la merda è l’unica cosa in cui riesci a specchiarti. Merda!
Pare che le nostre emozioni prendano un’altra strada in cui non è concepito il tempo, ma solo la nostra presenza in un ritaglio di universo tra quando siamo nati e quando siamo morti.
Ha il suo fascino, no?

Bene, ora torno a letto che ho un cuscino appiccicato alla lampada.
Ciao.


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