Piuttosto ambiguo.

L’utilità di questo articolo sarà la stessa dell’andare da un monaco tibetano e dirgli “scolopendra”.
Che capisca o meno, il monaco, rimarrà pacificamente confuso. E così te, alla fine di questa lettura.

Avrai di certo notato, come i nomi degli articoli che scrivo raramente c’entrino con quello di cui effettivamente vado a trattare. Spesso c’entrano con un’immagine o una battuta riportata all’interno dello stesso, ma è proprio raro che indichi il tema principale.

Bene. Adesso che abbiamo accurato questo aspetto, devo trovare in breve un modo per rendere interessante questo articolo, perché sostanzialmente ho già detto tutto.
Potrei sforzarmi per cercare un parallelismo con i movimenti intestinali, ma la mia terapeuta mi ha chiesto di, almeno, alternarne uno sì e uno no riguardo questo tema tanto delicato quanto apprezzato dai più giovani.
Potrei cercare di fare un parallelismo con l’antica tecnica della masturbazione all’asilo. Ma le forze dell’ordine mi hanno chiesto di evitare argomenti del genere se non voglio che mi tolgano l’ordine di restrizione*.

Quindi cerco di rimanere nei pressi della tematica.
I titoli coloriti e – spesso – confusionari, li scelgo per lo stesso motivo per cui un bambino schiaccia i pomodori ciliegini con il pollice. Per il semplice gusto di farlo… e non di certo perché gli ho chiesto di farlo sul banco. Questo vorrei sottolinearlo in caso tu fossi un’autorità statale.

C’è in realtà un altro motivo, ma di cui ignoro l’efficacia.
Con internet la titolazione degli articoli è diventato un mestiere per prendere più click. Ma ho l’impressione che sono talmente tanti che si cominci ad avere l’effetto opposto. Che un titolo più bizzarro che non accenni affatto al tema del testo che contiene sia più accattivante di altri come “Dodici modi per non farsi scoprire dal bidello!”.

Beh, non c’è molto altro da dire.
E poi, sono sicuro che se continuassi finirei a fare altre battute sull’asilo, sui bambini e sui monaci tibetani… beh! Sappiamo tutti in che paese viviamo, incapace di accettare battute innocue su persone che praticano spirituali metodi di meditazione. Quindi è ora di salutarci.

Se sei rimasto o rimasta con un po’ di confusione addosso non ti preoccupare.
Scolopendra.




*P.S: Normalmente non mi spingo così tanto al di fuori del contegno e del pudore, parlando di cose così atroci. Così come normalmente non mi prendo uno spazio finale per chiarire. Ma capisco ce ne sia bisogno perché magari non mi conosci (e perché mi è stato caldamente suggerito di farlo). Quindi:
Scherzo.
Mai fatto e mai lo farò <3


3 risposte a "Piuttosto ambiguo."

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