Citofoni, Giappone e altre cose che non c’entrano con l’articolo.

Mentre l’elettricista smatta per capire come mai il citofono non funziona, io scrivo l’articolo del lunedì, con il tema: problemi di tabagismo.

Durante il lock down ho provato, un po’ per noia un po’ per necessità, l’antica tecnica giapponese chiamata: コーヒー たばこ パーフェクト がらくた, traducibile grossolanamente in italiano con: caffè e sigaretta, cagata perfetta. Perché forse non l’ho ripetuto abbastanza, ma la stitichezza ha fatto parte della mia gioventù per molto tempo.

Non mi sono mai considerato un fumatore, per tre motivi: non mi compravo il tabacco, non sapevo girare le sigarette e fumavo solo per il sacro stimolo rettale. Quindi perché preoccuparmi?
Sarà che vivendo insieme a una persona che fa pausa sigaretta ogni cinquantacinque minuti, che forse la regola della frequenza ha cominciato un po’ a scricchiolare. Fammi fare due tiri, era il mantra di quelle giornate assopite, che poi è durato anche gli anni dopo. Perché alla fine, fammeli fare due tiri dopo una bella cena. E dopo un ape con i fre, non me li fai fare due tiri?

[Nel frattempo l’elettricista parla da solo per ricordarsi il colore e il numero dei cavi. Stranamente non mi distrae. Pensavo fosse importante comunicartelo].

Per lo meno non compravo tabacco e non le giravo.
Anche se, è capitato che, in mancanza di una rollatrice professionista, dovessi un po’ raffazzonarmi con quei micro cuscinetti da dentista chiamati filtri ultra slim e vedere se sarei riuscito a girare una siga (fre). Ci sono riuscito. Malissimo, ma ci sono riuscito. E a furia di farlo ci sono riuscito sempre meglio.

Fumo e me le so girare – e quindi fumo di più.
Avrai capito l’andazzo. Non è una sorpresa per te sapere che mi sono comprato anche il tabacco. Non c’è più auto-illusione che tenga. Nessuna menzogna tornata al mittente. Sono un tabagista in erba (non ci sono giochi di parole in questa frase; lo dico per la finanza).

Però, questo sarà – perché così dev’essere – solo una fase con una curva discendente che, presto o tardi, tornerà ascendente fino a sparire da qualunque cazzo di grafico. Già lo sport – altra curva discendente da trent’anni circa – è un tratto che mi porta al fiatone salito in cima le scale di casa. Fumando giungo allo stremo già al portone della signora Fassino… che è all’interno due… primo piano.

L’elettricista ha finito e se ne è andato ed è il momento di salutarci.
Quindi, morale dell’articolo: se non riesci a cagare, prenditi una purga.
Cia’.



P.S: Non ditelo in giro che so girarle da solo, che me lo faccio sempre fare con la scusa che non voglio imparare.


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